Rivista di divulgazione turistica ed enogastronomica a cura di Alberto Zanichelli

Dopo i Coronabond ecco i Ristobond.


Il giorno 5 Aprile è apparsa sul sito di TGCOM24 una notizia curiosa, ma interessante. Come ben sappiamo, in questo periodo di epidemia, il turismo ha subito un colpo durissimo. 


Dal canto loro gli assessori al turismo di 14 città italiane hanno rivolto un appello al ministroFranceschini perché lo stato intervenga con incentivi a favore del rilancio del turismo, naturalmente quando l’emergenza sanitaria si farà meno pressante.


Nell’ottica di trovare soluzioni per tutto il comparto, si inquadra questa iniziativa, partita in realtà dall’America, ma che sta trovando consensi presso la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). Si tratta di un vero e proprio strumento finanziario che serve ai ristoranti per coprire i costi in questo periodo di forzata chiusura. In pratica attraverso una trattativa fra cliente e ristorante, il cliente si impegna a pagare subito, ad un prezzo scontato, un pranzo o una cena che consumerà in futuro. Il vantaggio per il ristoratore è immediato in quanto si trova a disporre di liquidità per i costi inerenti alla mancata attività, quali l’affitto, il cibo comprato e non venduto, i dipendenti e via dicendo. Consideriamo inoltre che molti ristoranti sono piccole imprese a conduzione familiare e rischiano veramente di dover chiudere. D’altra parte, anche il cliente ha il suo tornaconto, visto che comunque ha uno sconto che secondo l’articolo di cui parliamo sarà del 25%; come dire che se si va in quattro, uno mangia gratis.

L’idea è tutt’altro che disprezzabile e decisamente in linea con quello che potrebbe essere lo scenario del prossimo futuro. Causa la pandemia, molte persone si trovano in difficoltà economiche, per non parlare di chi ha perso il lavoro. Una cena al ristorante in questo momento è l’ultimo dei problemi per chi deve vedersela col far quadrare il bilancio familiare. L’incentivo dello sconto però potrebbe servire a convincere qualcuno a tornare a mangiare fuori, magari per festeggiare un particolare evento.

Come funziona nella pratica? Attraverso la piattaforma supportrestaurant.org, disponibile anche in italiano, si visualizza una mappa divisa per continenti. Una volta individuata la zona d’interesse, si può cliccare sulla mappa stessa, su una delle icone che rappresentano i ristoranti. A questo punto, sulla parte sinistra dello schermo, appaiono i dati del ristorante. L’utilità della piattaforma finisce qui, perché poi sarà il cliente stesso a contattare il ristorante per avere questo ‘dining bond’.

La Fipe pare aver accolto con entusiasmo questa novità e si sta attivando per ultimare la piattaforma italiana che dovrebbe chiamarsi ‘Ristobond’. La Fipe è fiduciosa sull’adesione dei ristoranti a questa iniziativa ed è certa che questo potrà aumentare la fidelizzazione del cliente. Il ristorante sarà libero nelle proposte della sua offerta che comunque avrà lo sconto previsto del 25%. Può essere sicuramente un mezzo interessante per risollevare un settore che prima della pandemia era in crescita, ma che ora, come tanti altri settori, è stato praticamente azzerato. Si calcola infatti che le perdite della ristorazione siano abbondantemente superiori agli 8 miliardi di euro.

E il pubblico che ne pensa? Vogliamo fare un sondaggio?  


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