Rivista di divulgazione turistica ed enogastronomica a cura di Alberto Zanichelli

PRANZO AL RISTORANTE ‘AL VEDEL’ DI COLORNO.



Al giorno d’oggi, andare al ristorante non vuol dire solo mangiare, anzi questo verbo è ormai superato. In tempi in cui di gastronomia si parla diffusamente, basta fare un po' di zapping fra i canali tv, l’approccio verso il ristorante è radicalmente cambiato. Nell’andare a mangiare fuori, si cerca soprattutto di provare un’esperienza. 

Quindi non basta più mangiare, ma si deve gustare, ci si deve immergere interamente nei sapori che ci vengono proposti da chef sempre più preparati e competenti. Anche noi (io e mia moglie) ci stiamo orientando verso questo approccio nei confronti dei ristoranti e cerchiamo quindi quel qualcosa che faccia di un pranzo o di una cena un’esperienza, possibilmente indimenticabile.

E in questa ottica abbiamo scelto di pranzare al ristorante ‘Al Vedel’ di Colorno, un ristorante a conduzione familiare, che peraltro conoscevamo già. Il ristorante ha questo nome dal 1976, ma negli stessi locali in passato avevano già avuto la loro sede due trattorie di proprietà della stessa famiglia. Il ristorante fa parte del consorzio Parma Quality Restaurant, che ha lo scopo di valorizzare la cucina del territorio, facendo anche innovazione, ma nel rispetto delle tradizioni. Il ristorante collabora con varie scuole di cucina, in particolare con Alma che ha la sede proprio a Colorno. Qui gli aspiranti chef vanno a fare uno stage, imparando le tecniche usate nei ristoranti di qualità, sia in cucina, sia in sala. Al ristorante è abbinato il salumificio ‘Podere Cadassa’ e tutti i salumi prodotti vengono proposti nel menù. Si viene accolti e accompagnati al tavolo da un cameriere, che offre anche un aperitivo di benvenuto. La scelta dei vini si fa con un tablet, mentre il menù è cartaceo, come del resto prevede il decreto ministeriale in tempi di Coronavirus. Per il vino abbiamo scelto un Fortana del Taro, vino rosso tipico della bassa parmense a Indicazione Geografica Tipica, prodotto soprattutto nel comune di San Secondo e a cui è dedicata anche una sagra in settembre. Come antipasto non ci si può esimere dall’assaggio del Culatello prodotto dagli stessi proprietari. È la specialità della casa e non assaggiarlo sarebbe un peccato. Optiamo pertanto per il piatto comprendente tre diversi periodi di stagionatura: 16, 26 e 38 mesi. Naturalmente la scelta degli antipasti di salume è molto varia: oltre al culatello, si può trovare la pancetta, la spalla cruda, la spalla cotta e i vari tipi di salame derivati dagli scarti della lavorazione del culatello, come lo strolghino, il gentile e la mariola, tutti di produzione propria. La scelta del solo culatello è dettata anche dal non voler esagerare, per lasciare spazio alle altre pietanze.

Fra i primi non possono mancare quelli della tradizione locale: anolini e tortelli d’erbetta. Sono piatti che comunque si mangiano spesso, per cui vado sulle Tagliatelle verdi al pesto di basilico, con seppia e bottarga. Trovo molto interessante questo abbinamento terra-mare ed essendo un amante del pesto, soddisfo le mie papille gustative. Mia moglie, amante invece del riso, opta per un Risotto con rape rosse e fonduta di Gorgonzola. Me ne fa assaggiare un po' e così la mia bocca viene inondata dal sapore del formaggio che si scioglie e le mie papille ringraziano. Anche per i secondi scegliamo due piatti diversi: pollo dorato con millefoglie di patate e rosmarino per me, faraona con funghi porcini, cipolla dolce e polenta arrostita per mia moglie. Il pollo è ricoperto con una pastella che lo rende dorato, ma quello che trovo interessante nel mio piatto è la millefoglie di patate. È la prima volta che mangio le patate cucinate in questo modo e devo dire che è una bella scoperta. La faraona è ben condita con quel sugo di funghi e cipolle che ne arricchisce il sapore.

Per il dolce la scelta era già stata fatta in precedenza. Infatti, l’occasione per mangiare fuori era il compleanno di mia moglie, per cui mi ero già accordato con il ristorante per un dolce fatto da loro stessi. Si tratta di una meringata con frutta selvatica. Il cameriere la serve su un vassoio di marmo, decorato con strisce di sciroppo di frutta e con l’immancabile candelina accesa. Fatte le foto di rito, mangiamo solo una fetta ciascuno, d’altronde lo stomaco ha i suoi limiti; il resto ci viene consegnato per consumarlo a casa nostra. Nel caffè trovo un tocco di classe: viene servito in una tazzina coperta, in modo che sia il suo calore, sia il suo aroma non si disperdano.

Ma è venuto il momento di parlare dell’esperienza che va oltre il pranzo. Il Consorzio Parma Quality Restaurant ha lanciato dal 1° giugno un’iniziativa con lo scopo di rilanciare l’attività dei ristoranti consorziati, dopo il blocco per il Coronavirus. A questo scopo, chi consumava un pasto o usufruiva dei servizi di take-away o di consegna a domicilio, per una spesa minima di 50 euro, aveva diritto ad un voucher da riscattare in un secondo tempo, presso uno qualsiasi dei ristoranti consorziati. Avendolo fatto, ci è stata consegnata la ‘Tasty-Box’, un contenitore con vari prodotti delle aziende alimentari locali, come Barilla, Parmalat, Mutti, Rizzoli e altre. Ma la vera esperienza, il vero valore aggiunto del pranzo, è stata la visita alla cantina del ristorante. In questa cantina naturale che poggia su una falda acquifera, vengono stagionati i salumi prodotti in loco. Ci sono all’incirca 3000 culatelli che si trovano in vari momenti della loro stagionatura. La maggior parte di questi sono già stati controllati dal Consorzio del Culatello di Zibello e hanno già ricevuto il marchio DOP. Il profumo che si sprigiona in queste stanze è qualcosa di unico e viene voglia di respirarlo a pieni polmoni. In queste stanze vengono stagionati anche tutti gli altri salumi che troviamo nel menù e che abbiamo già citato parlando degli antipasti. I salumi vengono spesso controllati e ripuliti dalle muffe in eccesso che si formano durante la stagionatura. Dopo aver visto questo spettacolo, salutiamo, con la promessa di tornare e di portare altre persone. 


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