Rivista di divulgazione turistica ed enogastronomica a cura di Alberto Zanichelli

L'ABBAZIA DI CHIARAVALLE E L'INFIORATA DEL CORPUS DOMINI.


Di ritorno da un incontro con alcuni amici, abbiamo approfittato per visitare l'Abbazia Cistercense di Chiaravalle della Colomba, che si trova nell'omonimo paese nel comune di Alseno, in provincia di Piacenza. L'abbazia si vede chiaramente dall'autostrada A1, circa a metà fra le uscite di Fidenza e Fiorenzuola.
 

Data la sua vicinanza è possibile raggiungerla a piedi, parcheggiando nell'area di parcheggio Chiaravalle e uscendo dall'autostrada attraverso un tornello. Non abbiamo però utilizzato questa possibilità, dato il gran caldo che faceva che non invogliava a percorrere circa 600 metri, sotto il sole. Abbiamo quindi optato per la soluzione più semplice: uscire a Fidenza e da lì raggiungere Alseno attraverso la via Emilia. Dal paese si arriva facilmente e in pochi minuti all'Abbazia, molto ben segnalata. Ci accoglie un ampio parcheggio, in parte riservato ai pullman. La parte principale dell'Abbazia è la Basilica con la sua ampia facciata di cui si nota la parte più antica in stile romanico, mentre la parte più recente, l'avanportico, è risalente al '300. 

Entriamo da una porta laterale e ci accoglie la navata centrale, sul cui pavimento è sistemata l'Infiorata del Corpus Domini, il cui profumo si espande lungo tutta la chiesa. La si può ammirare nel periodo che va dalla festività del Corpus Domini, per le due settimane successive: per intenderci quest'anno l'Infiorata è rimasta esposta dal 6 al 20 giugno. Si tratta di un lavoro molto paziente, realizzato dalla comunità dei frati cistercensi che vivono nell'abbazia, con l'aiuto di alcuni volontari del posto. Ogni anno l'Infiorata ha un argomento diverso e in questo 2021 era dedicata a San Giuseppe. I petali dei fiori fanno da cornice a quadretti rappresentanti episodi della Bibbia in cui è presente San Giuseppe o che lo riguardano da vicino. Gli episodi sono dipinti con gessetti, direttamente sul pavimento della chiesa. Il racconto parte dall'Annunciazione, vicino al portale d'ingresso e termina a ridosso dell'altare con l'istituzione dell'Eucarestia. Il percorso si sviluppa con i diversi episodi della vita della Sacra Famiglia, come il Censimento, la Natività, la visita dei Magi, la Fuga in Egitto e altri. Inutile dire che visivamente siamo di fronte a qualcosa di spettacolare, pieno di colori e di profumi. Immagino che piangerà il cuore a chi avrà il compito di disfare questa opera d'arte, purtroppo temporanea. Proseguendo nella visita, si può ammirare la cappella dedicata a San Bernardo di Chiaravalle, posta lungo la navata di sinistra, che conserva una statua in legno del santo. In realtà il monaco era francese e Chiaravalle non è altro che l'italianizzazione di Clervaux. Il santo è stato di fatto il fondatore dell'abbazia cistercense, ottenendo il privilegio dal papa Innocenzo II nel 1137. Passando a destra dell'altare centrale, si raggiunge il Sacrarium, una cappella dove si può ammirare l'affresco della Crocifissione, di attribuzione incerta. 


Adiacente alla basilica si trova il chiostro trecentesco, un quadrato perfetto di 40 metri per lato. A conclusione della visita, arriviamo all'angolo di uno dei corridoi, dove si trova il punto vendita dei prodotti del monastero. I monaci, infatti,  tradizionalmente producono soprattutto liquori e tisane, tratti dalle erbe che loro stessi coltivano e mettono in vendita questi prodotti nel monastero stesso. Tornando verso il parcheggio, non possiamo non notare il monumento ai caduti, sul piazzale antistante la basilica, inaugurato nel 2010. Inoltre, di fronte all'abbazia, sorge il Palazzo della Commenda, un'antica costruzione che oggi ospita un ristorante tipico. 


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